Si pensi tra i tanti a personaggi come Tommaseo e Tartini nativi di quei luoghi.
E l' "italicità" adriatica orientale non era solo di origine di veneto-giuliana, non vi erano solo coloni di Venezia, soprattutto in origine erano dalmati e istriani che parlavano la loro lingua romanza, ma che essendo rimasti per lungo tempo sotto Venezia, ne avevano adottato la lingua. Inoltre vi era anche una colonizzazione da parte di italiani provenienti da altre zone, e la Repubblica di Ragusa che per secoli rimase stato indipendente e cadde anche nel 1808 resistendo qualche anno in più rispetto a Genova e Venezia.In questa contesto la presenza slava inizia a caratterizzarsi con il loro arrivo nel VI -VII secolo e progressivamente si stanzieranno anche sulle presso la costa.
La storia del confine orientale è complicatissima e le contrapposizioni destra-sinistra sono solo elementi di disturbo.
Si può capire solo inserendola nel secolare conflitto tra popolazioni romanze e slave per il possesso delle coste della Dalmazia.
Con la caduta della Repubblica di Venezia nel 1797 e con la sua "non restaurazione" dopi il Congresso di Vienna nel 1815, quelle terre passarono all'Austria: nei complessi giochi di potere nell'800 il governo asburgico favoriva l'insediamento di popolazioni germanofone e slavofone per lo più di confessione cattolica (Croati soprattutto) anche sulle coste, mentre la stessa Austria sfavoriva gli ungheresi (pur essendo questi parte stessa dell'Impero). Gli ungheresi tentavano di trasformare Fiume in una città ungherese, ma molto a fatica, dato che la maggioranza era slavo-romanza (dalmato-italiana). Fiume fu veneziana solo per un breve periodo ma ha una storia di presenza italica particolare e variegata ove troviamo anche stirpi di origine marchigiana e adriatica in genere. Gli Italiani della zona erano sfavoriti dalla politica e dall'economia austro-ungarica per la loro endemica infedeltà già dal 1820-1830.
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Mappa della Repubblica di Ragusa e dei suoi cantieri navali |
L'anno di svolta fu il 1848, fino ad allora l'Austria si era servita delle popolazioni romanze della costa per la sua flotta, ma dopo la rivolte in Veneto perse completamente la fiducia nell'elemento italiano che venne del tutto estromesso.
In più, per bilanciare il sempre più forte elemento ungherese (che portò alla nascita della doppia monarchia, doppio stato, Austria + Ungheria nel 1867) iniziò sempre più a guardare con favore l'emergente nazionalismo croato, tant'è che non esitò a sfruttare truppe croate per reprimere le rivolte in Ungheria.
Quando poi nel 1866 il Veneto venne annesso all'Italia, le posizioni si fecero più chiare: l'Austria favoriva i Croati scopertamente.
In mezzo alle lotte tra Croati e Italiani, i Dalmati, gli unici veri abitanti romanzi originari della zona, sfavoriti da tutti lentamente si estinsero come gruppo etnico-linguistico (l'ultimo parlante morì nel 1898).
In mezzo a tutto questo si aggiunse poi dalla fine dell'800 la Serbia che aspirava a riunificare tutti gli slavi del sud e favoriva gli slavi ortodossi . Dopo la prima guerra mondiale dalla zona si ridussero fino a quasi scomparire tedeschi e ungheresi, rimasero soprattutto croati-serbi sostenuti dalla Jugoslavia (l'ampliamento della Serbia) e italiani.